Todi, 16 maggio 2024 -Una mattonella in ceramica raffigurante “San Francesco in preghiera davanti alla croce’“, è stata restituita nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Perugia agli eredi del legittimo proprietario deceduto nel 2009, che nel novembre del 2003 ne aveva denunciato il furto.

L’ex voto, delle dimensioni di 36 x 24 x 2,5 cm, realizzato in modo artigianale era stato rubato fra il 14 e il 22 novembre del 2003, in una abitazione di Todi, da ladri rimasti ad oggi ignoti che, approfittando del fatto che l’immobile preso di mira fosse una “seconda casa”, quindi non abitualmente vissuta dai proprietari, vi si erano introdotti asportando numerosi beni e suppellettili di varia natura fra i quali componenti di arredo ottocenteschi, opere di pittura e scultura di epoca settecentesca, oggetti in argento e altro materiale di vario genere domestico.

Il manufatto è stato individuato dai “Carabinieri dell’Arte” nel corso di un controllo amministrativo presso un negozio di antichità dell’hinterland perugino, esposto per la vendita assieme ad altri oggetti d’antiquariato; a catturare l’attenzione dei Carabinieri è stata proprio la particolare natura devozionale del manufatto che, solitamente, trova collocazione in chiese, santuari o cappelle dedicate a qualche figura religiosa.

Gli approfondimenti compiuti attraverso la comparazione della fotografia della maiolica scattata nel corso del controllo con le immagini e le descrizioni di manufatti analoghi presenti all’interno della “Banca dati dei beni culturali illecitamente”, il più consistente e completo database al mondo appositamente dedicato all’archiviazione di informazioni riferite a beni culturali, nazionali ed esteri oggetto di illecita sottrazione, alimentato e gestito in via esclusiva dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ha portato gli investigatori a individuare l’evento riferito alla denuncia di furto, corredato dalle fotografie dei beni sottratti fra i quali anche quella della mattonella.

Dai registri contabili delle operazioni giornaliere del commerciante, documentazione amministrativa obbligatori per coloro che esercitano l’attività di compravendita di beni antichi, si è quindi risaliti all’ultimo possessore in buonafede, ovvero il figlio di un collezionista anche questi deceduto nel 2022 che, alla morte del genitore, aveva inteso cedere all’antiquario alcuni degli oggetti d’arte ricevuti in eredità poiché non di suo interesse. Una volta dimostrata anche da parte dell’erede il possesso in buonafede, avendo fornito la documentazione necessaria a escludere responsabilità penali a suo carico, è stata notiziata l’Autorità Giudiziaria perugina che ha disposto il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto del manufatto.

A distanza di ventuno anni dal furto, grazie al costante e certosino lavoro di ricerca svolto dai Carabinieri TPC e alla “indelebile memoria” costituita dalla preziosa banca dati, un altro ricordo di famiglia, aldilà del suo valore venale relativamente modesto, come riferito dagli esperti di settore che hanno definito il manufatto “…di recente fattura probabilmente primi anni del 1900, realizzato dipingendo una antica pianella da pavimento, comunque non di particolare pregio artistico e tecnico; la scena è devozionale e rappresenta un Frate (probabilmente San Francesco) di fronte al Crocifisso in uno sfondo campestre. Realizzata con pittura diluita e tecnica molto povera, probabilmente doveva trovarsi collocata all’esterno di un edificio di campagna ed è stata staccata di forza dalla parete alla quale era fissata”, l’oggetto è stato restituito a coloro che, visto il tempo trascorso, lo credevano oramai “perduto” per sempre.

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