Deliberato lo stato di attuazione del programma di governo e sull’amministrazione regionale

Perugia, 5 giu. 2024 – È stata deliberata quest’oggi dalla Giunta Regionale la “Relazione sullo stato di attuazione del programma di governo e sull’amministrazione regionale – Resoconto Legislatura 2019-2024” il cui iter ora prevede la trasmissione all’Assemblea Legislativa e alla Corte dei Conti.

La Relazione in questione si caratterizza per la rappresentazione dei risultati conseguiti nell’attuazione delle politiche regionali non solo dell’anno passato, ma dell’intero mandato, proponendosi così di essere strumento trasparente per rendere conto alla collettività delle proprie azioni e degli effetti prodotti.

Sintesi 

Quella che si va concludendo è una legislatura caratterizzata da un susseguirsi di eventi eccezionali come la pandemia, la guerra in Ucraina, l’inflazione ed il riaccendersi degli scontri in Medio Oriente che hanno provocato, e stanno provocando, profonde crisi internazionali.

Nonostante questo, l’Umbria ha fatto registrare dati positivi nei principali indicatori economici che vanno dalla ripresa del Prodotto Interno Lordo, alla disoccupazione ormai ai minimi storici, ad una significativa crescita dell’attrattività. Una attenta politica regionale ha permesso, tra l’altro, di affrontare questo complesso periodo mettendo in campo sostegni economici alle imprese, tarati sulle esigenze locali e sostegni alle famiglie in misura mai realizzata in precedenza, attraverso un’ampia gamma di misure di welfare, un utilizzo funzionale dei fondi europei in tutti i settori coinvolti, nonché ha permesso di cogliere l’opportunità PNRR intercettando numerose risorse, ben sopra la media nazionale pro-capite.

In questi anni, anche grazie all’uso virtuoso dei Fondi europei, si sono realizzate e/o programmate opere infrastrutturali fondamentali per superare l’isolamento a cui la regione è stata a lungo sottoposta (come ad esempio il rilancio dell’aeroporto, la progressiva riattivazione della FCU,  la progettazione di una stazione ferroviaria dedicata allo stesso Aeroporto internazionale dell’Umbria etc), si è evitato un riparto dei fondi dell’agricoltura che avrebbe fortemente penalizzato l’Umbria, vi è stata una promozione del territorio e una attenta politica sui grandi eventi che sono stati di fatto ulteriori attrattori turistici, si è affrontato il Covid partendo da una situazione strutturale non adeguata alla crisi pandemica, si è accelerato – partendo dalla rimozione delle macerie – sul fronte ricostruzione post sisma 2016 con risultati numericamente tangibili, si sono affrontati dossier complessi come il comparto Monteluce di Perugia, Comunità Montane e Arvedi -Ast.

Di seguito si riporta in estrema sintesi la situazione socioeconomica della regione e alcune delle azioni messe in campo per supportare gli obiettivi del programma di governo (si allega documento completo).

Demografia

L’inverno demografico è una delle problematiche che riguarda l’Umbria e il Paese tutto. Al 1°gennaio 2024 (dati provvisori) i residenti in Umbria sono -0,2% rispetto al 2023, dovuta ad una dinamica naturale (attenuata rispetto all’anno precedente) con una riduzione della natalità (5,6 per mille nel 2023 rispetto al 6,4 per mille) con un tasso di fecondità sotto la soglia che garantisce il cambio generazionale.

Tali numeri sono attutiti dal saldo migratorio positivo, per il secondo anno fortemente positivo, dimostrazione anche dell’attrattività dell’Umbria come terra in cui vivere. Le politiche sulla famiglia messe in campo, per esempio, hanno bisogno di tempo per portare i propri effetti sull’aumento delle nascite, ma possono, nel breve ed insieme alle politiche economiche, apparire attrattive per chi vuole trasferirsi in Umbria.

Situazione economica

La situazione economica del Paese risente del contesto di crisi internazionale. L’Umbria, arrivata al 2019 dopo anni di difficoltà economiche che l’avevano riposizionata da “Regione Sviluppata” a  “Regione in Transizione”, negli anni 2020-2022 ha conseguito uno sviluppo naturalmente condizionato prima dallo shock pandemico e poi dalla guerra in Ucraina e dalle conseguenti tensioni sui mercati internazionali, dalla crisi inflattiva e dalle successive politiche monetarie restrittive, che vincoleranno anche i risultati del biennio 2023-2024.

Il periodo 2020-2023, per quel che attiene la crescita economica regionale, si caratterizza per la capacità di reazione dopo la repentina caduta del Prodotto interno lordo (PIL) nel 2020 (-10%) causa Covid, la regione mostra un forte recupero nel 2021 (+7,9%) al quale segue, nel 2022, una crescita più contenuta (+1,3%), mentre nel 2023 si stima un’ulteriore crescita in grado di completare sostanzialmente il percorso di recupero del PIL.

Occupazione

L’Umbria in questo campo evidenzia performance strutturalmente superiori alla media nazionale. Nel 2023 (dati Istat resi marzo 2024): il numero degli occupati 15-64 anni in Umbria, aumenta di oltre 6 mila unità rispetto all’anno precedente (rispetto al 2019 circa 800 occupati in più). Il tasso di occupazione si attesta al 66,5% (64,5% nel 2019), in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto al 2022, superiore sia alla media del Centro (65,9%) che a quella dell’Italia (61,5%).

Il numero dei disoccupati umbri (15-64 anni) è pari nel 2023 a 6%, era dell’8,6% nel 2019 e si riduce di 1,1% anche rispetto all’anno precedente, collocandosi sotto di quello medio del Centro (6,3%) e dell’Italia (7,8%); Il tasso di disoccupazione dei giovani (15-29 anni), incrementatosi nel 2020 (quando aveva toccato il 22,5%), torna a scendere nel biennio successivo e rimane stabile nel 2023 al 13,9% (era 17% nel 2019) posizionandosi al di sotto di quello medio del Centro (14,8%) e dell’Italia (16,7%).

Bilancio regionale

In questi 5 anni il Governo regionale non ha mai aumentato la pressione fiscale su famiglie ed imprese, confermando anche le agevolazioni esistenti e recuperando spazio d’azione attraverso una seria politica di spending review della macchina regionale e delle società partecipate. Si sono inoltre messi in sicurezza i bilanci futuri della Regione risolvendo partite debitorie ereditate dai bilanci precedenti (Trasporto Pubblico Locale e Province su tutte).

Il livello di indebitamento della Regione è calato continuamente in questi 5 anni, con una riduzione di ben 84 milioni.

Le Agenzie di rating assegnano all’Umbria un livello di rating pari a quello della Repubblica Italiana, con un rating intrinseco superiore e pari ad A+.

PNRR

La Regione ha diviso la sua azione su quella che si caratterizza come la sfida straordinaria della Legislatura, in due componenti.

Una, relativa all’intercettamento di risorse grazie a progettualità, partecipazione a bandi e capacità di proposta ed interlocuzione. Questa si è sostanzialmente chiusa con 3,85 miliardi di finanziamento diretto PNRR, cifra che sale a 5,1 miliardi considerando il co-finanziamento, suddivisi in 4.500 progetti.

La seconda azione è stata quella attuativa della messa a terra delle risorse di cui è direttamente responsabile e del supporto agli Enti Locali nella messa a terra delle risorse loro spettanti. Per le opere sotto la responsabilità della Regione (368 milioni) oltre il 70% dei fondi sono stati già impegnati. Per i 1.435 progetti (e 700 milioni) di opere facenti capo agli Enti Locali il 62% dell’importo complessivo è stato già impegnato.

In conclusione, si può sostenere che, dopo gli indubbi successi della fase di intercettamento delle risorse, terminata con risorse pari a circa il doppio del proprio peso economico nazionale, la disamina complessiva dello stato di attuazione del PNRR – nonostante un ruolo diretto della Regione su circa il 10% del totale delle risorse intercettate e di accompagnamento degli Enti Locali per un altro 18% circa.

Le infrastrutture stradali e ferroviarie

Nel corso dell’attuale legislatura, grazie ad una continua interlocuzione con le Autorità centrali ed alla sinergia e con gli Enti gestori delle infrastrutture, come Anas ed Rete Ferroviaria Italiana, è stato possibile ottenere importanti risultati, fondamentali per iniziare le opere che consentiranno il superamento del gap infrastrutturale proprio dell’Umbria.

Tra gli interventi vanno segnalati quelli riguardanti i numerosi lavori infrastrutturali lungo la E45, nonché l’accelerazione di alcuni progetti strategici come il Nodo di Perugia, la Tre Valli Umbre, la Grosseto Fano E78, il sistema di infrastrutture viarie Quadrilatero Marche-Umbria, la Pian d’Assino, la Direttrice Civitavecchia – Orte – Terni – Rieti – Tratto Terni – Confine regionale (SS 79 bis) e una serie di interventi infrastrutturali che tra l’altro riguardano la Terni-Spoleto la S.S. 205 Amerina – “Fori di Baschi” e la S.S. 675 Umbro Laziale.

Per ciò che concerne gli interventi infrastrutturali ferroviari va evidenziato il Protocollo d’Intesa con MIMS, RFI e Regione Toscana e la costituzione del Tavolo Tecnico per la Nuova Stazione Medio Etruria lungo la linea AV direttissima Roma – Firenze con l’individuazione quale migliore soluzione di Creti, già individuata come soluzione preferibile dalla Regione Umbria nel Documento Programmatico Preliminare di Piano Regionale dei Trasporti 2024-2034. Sottoscritto anche il Protocollo per il Potenziamento della linea Foligno – Perugia – Terontola, e per la realizzazione della stazione ferroviaria Collestrada-Aeroporto. Inseriti tra gli interventi priorità allo sviluppo del Paese anche i lavori lungo la direttrice Orte – Falconara.
Infine, completati numerosi interventi di ammodernamento infrastrutturali e tecnologici sulla FCU che proseguiranno anche grazie al Pnrr e che renderanno moderna e fruibile l’intera dorsale Sansepolcro – Terni. 

Aeroporto dell’Umbria

L’acceleratore di breve identificato per uscire dall’isolamento è stato l’Aeroporto dell’Umbria salvato, risanato e rilanciato dal Governo Regionale. Nel 2023 il San Francesco di Assisi ha continuato la crescita già iniziata nel 2021, raggiungendo la straordinaria cifra record di 532.474 passeggeri e, grazie al sorpasso su Ancona, ha guadagnato il 20° posto nella classifica degli aeroporti italiani ed il secondo posto in Europa per crescita – tra gli scali sotto i cinque milioni di passeggeri – con un +194% sul 2019.

I 500.000 passeggeri sono però il limite fisico dell’attuale possibilità di servizio dello scalo già oggetto di interventi in questi anni di rilancio. Pertanto è stato varato un piano di investimenti con termine 2026 volto ad ampliare la capacità di servizio dell’Aeroporto lato passeggeri, fino ad una soglia ipotetica vicina al milione di passeggeri. Nelle more della partenza degli interventi, il 2024 è in termini di volumi un anno di transizione che punta a conservare i 500.000 passeggeri e gli attuali risultati economici.

Nel frattempo l’aeroporto è protagonista di un ampliamento dell’offerta con ben 120 rotte settimanali con una importante apertura anche al segmento “business”: di questo ne è conferma, ad esempio, la destinazione che collega giornalmente la regione umbra con la Lombardia (Bergamo e Milano). Giova ricordare infine che un Aeroporto da 500.000 passeggeri a regime genera un impatto su PIL regionale variabile tra +0,8% e +1,25% (160-250 milioni di euro l’anno in Umbria) circa 50 occupati diretti e 2.000 nell’indotto, secondo i vari studi che nel tempo sono stati resi noti.

Trasporto pubblico locale

La Regione si appresta a rinnovare il proprio Piano Regionale dei Trasporti (PRT), con l’obiettivo di delineare un nuovo modello di mobilità sostenibile ed efficiente per il decennio 2024-2034.  Il nuovo PRT si basa su una serie di fattori chiave: l’Alta Velocità con la realizzazione della nuova stazione AV Medio Etruria; il trasporto ferroviario regionale con il potenziamento dei servizi ferroviari, con l’obiettivo di massimizzare l’interoperabilità tra le linee nazionali e quelle regionali; la mobilità sostenibile.

Per quanto riguarda la mobilità, Umbria Tpl e Mobilità, in qualità di Agenzia unica regionale ed Ente affidante, ha indetto a marzo 2024 la gara per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico su gomma, urbani ed extraurbani, di mobilità alternativa, funicolare di Orvieto e navigazione sul Trasimeno. Una gara molto complessa, che è stata fin dall’inizio una priorità di questa Giunta regionale. Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è il 27/05/2024. L’avvio del servizio è previsto nel giugno 2026.

Sostegno alle imprese e lavoro

L’amministrazione regionale, in questa legislatura, si è posizionata sul modello delle “imprese al centro” ed ha attuato manovre a favore degli investimenti delle imprese, sulla base del paradigma di sviluppo del “co-investire” nei progetti di crescita più promettenti e di sviluppare una strumentazione pubblica sufficientemente flessibile da consentire al tessuto imprenditoriale di strutturare le proprie strategie di crescita dimensionale nella maniera più efficace possibile, con particolare attenzione all’efficientamento energetico, a cui è dedicata la misura Solar attack, al supporto agli investimenti, dell’innovazione e della internazionalizzazione, con bandi calibrati sulle effettive necessità e dimensioni della aziende.

Nell’ambito del Lavoro, nel corso della legislatura è stato attuato il definitivo consolidamento del ruolo dell’Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro (ARPAL Umbria) che ha portato ad un rafforzamento del Sistema regionale integrato per il mercato del lavoro, l’apprendimento permanente e la promozione dell’occupazione. Rafforzamento che ha come tassello anche l’attuazione del Piano straordinario di potenziamento dei Centri per l’Impiego e delle politiche attive del lavoro confluito all’interno del PNRR.

La crescita dell’occupazione è un obiettivo che la Giunta regionale ha perseguito anche attraverso la programmazione e l’attuazione di misure in ambito formativo finalizzate al rafforzamento delle competenze professionali e trasversali delle persone per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. A tal fine sono stati messi in campo una serie di azioni e risorse per la formazione, l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro. La crescita di risorse nazionali dedicate all’Umbria, come ad esempio per il Programma Gol, è il frutto tangibile anche dei positivi risultati conseguiti sia rispetto al target 2022 che 2023.

Turismo, promozione e grandi eventi

Il capillare lavoro di promozione turistica del territorio, con grande attenzione agli eventi, agli aspetti culturali e a quelli paesaggistici, nonché alla nascita di un brand Umbria, ha prodotto risultati che hanno fatto registrare presenze record, riuscendo anche a affrontare in maniera positiva il periodo Pandemico che ha caratterizzato i primi anni del mandato.

Per venire al 2023, sono cresciute rispetto al 2022 sia le presenze (+8,9%) sia gli arrivi (+12,8%) che già nell’anno precedente avevano superato il dato pre-covid. La componente italiana dei turisti umbri, che nel 2023 rappresenta il 72% degli arrivi e il 65% delle presenze, mostra una crescita rispetto al 2022 in entrambi gli indicatori (+8,2% arrivi e +6,6% presenze; rispetto al 2019: +8,1% arrivi e +13,8%), ma con una permanenza media (2,3 giorni) inferiore a quella degli stranieri che è di circa 3,3 giorni.

Oltre ad una politica di diversificate campagne promozionali, di presenza nelle principali fiere, è stata messa in campo una azione di sostegno, sia economico quanto organizzativo e logistico, ad alcuni specifici eventi, tanto nuovi che ridisegnati nel tempo, che portano in seno le caratteristiche di attrattività e di potenziale crescita nel tempo. Questo ha permesso di dotare l’Umbria di una serie di manifestazioni di ampio respiro, visibilità e alto livello contenutistico. Un’offerta in grado di promuovere il territorio rimanendo in linea con quelle che sono le caratteristiche culturali, identitarie, valoriali e naturalistiche della regione.

La straordinaria crescita del turismo in questi anni, non genera solo PIL ed occupazione, ma accresce notorietà, visibilità e reputazione della regione a livello nazionale e internazionale, facendo dell’Umbria una terra sempre più conosciuta e attrattiva

Programmazione europea 2021-2027

L’anno 2024 rappresenta un rilievo fondamentale nel quadro della programmazione comunitaria, una sorta di “spartiacque” tra due cicli di programmazione dei fondi strutturali: quello 2014-2020, che si chiude formalmente, e quello 2021-2027 che si sta avviando attraverso l’emanazione dei primi avvisi. Nell’ultimo quadriennio l’attuazione dei programmi 2014-2020 è stata sensibilmente rallentata dalla crisi pandemica e i conflitti internazionali che hanno ulteriormente aggravato il quadro economico complessivo.

La Commissione Europea ha adottato una serie di misure di coesione 2014-2020 al fine di garantire agli Stati membri l’immediata disponibilità di risorse finanziarie per affrontare le emergenze e riuscire a chiudere i programmi entro il limite temporale dettato dai regolamenti.

Negli ultimi 4 anni sull’Umbria hanno impattato importanti strumenti programmatici che hanno rappresentato e tutt’ora rappresentano un’occasione unica per la crescita del sistema socio-economico regionale e per affrontare le criticità strutturali dell’economia regionale, disegnando i tratti dell’Umbria di domani, ponendo le basi per un nuovo modello di sviluppo che sia innovativo, sostenibile, solido e resiliente. In questo senso il Covid ha fornito l’occasione, immediatamente colta dall’Umbria, di riprogrammare le risorse non spese, e questo è stato un acceleratore economico importante per la regione.

La Programmazione della politica di coesione 2021-2027 è partita con la pubblicazione dei Regolamenti comunitari di giugno 2021 e si pone obiettivi di una crescita sostenibile, inclusiva e diffusa, in particolare per affrontare le sfide per migliorare la capacità innovativa e competitiva, puntare sul riposizionamento del sistema produttivo su produzioni a più alto contenuto tecnologico e al “ringiovanimento” dei settori tradizionali, promuovere azioni che combinino l’economia con la qualità e la sostenibilità dell’ambiente, sostenere la cultura in un’ottica di innovazione e inclusione sociale, favorire il protagonismo delle “aree interne” valorizzando l’identità delle aree urbane.

La dotazione complessiva di risorse intercettate dall’esecutivo regionale, pari a 1,34 miliardi di euro, rappresenta un supporto fondamentale per l’Umbria del 2027.

Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC)

Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) rappresenta lo strumento nazionale della politica di coesione finalizzata a ridurre gli squilibri economico e sociali del territorio.

Sulla base del recente accordo Meloni-Tesei sono 210 i milioni destinati all’Umbria di cui 149 milioni per finanziare 22 interventi strategici regionali (tabella pagina 36-37).

Gestione ciclo dei rifiuti

Il settore rifiuti è costantemente monitorato da parte dell’Amministrazione, nonché gestito in sinergia con gli attori pubblici (AURI, ARPA) nonché privati (gestori, soggetti privati nel settore rifiuti speciali). A Novembre 2023 è stato approvato dalla Assemblea Legislativa il nuovo Piano Regionale per la Gestione Integrata dei Rifiuti, strumento che ridisegna la realtà regionale con un orizzonte di lungo respiro, fino al 2035 e che si configura fondamentale per seguire e governare la gestione dei rifiuti, tutelando l’ambiente, per un futuro sostenibile di benessere e qualità della vita. In sintesi, il Piano prevede:  la riduzione del 4,4% della produzione di rifiuti da conseguire al 2035;  l’incremento della raccolta differenziata al 75% al 2035 ed il raggiungimento dell’obiettivo dell’indice di riciclo del 65% al 2030;  l’eliminazione della fase di trattamento meccanico biologico (TMB) e l’avvio ad incenerimento con recupero energetico del rifiuto tal quale indifferenziato e degli scarti da raccolta differenziata al 2028;  la chiusura del ciclo tramite smaltimento in discarica dei rifiuti non riciclabili e non recuperabili pari al 7% al 2030, consentendo il raggiungimento con cinque anni di anticipo dell’obiettivo normativo al 2035, che definisce la quantità massima di rifiuti urbani collocati in discarica pari ad una percentuale inferiore al 10%, del totale in peso dei rifiuti urbani prodotti. 

Agricoltura

Nel corso del 2020, in esito all’estensione del PSR per gli anni 2021 e 2022 erano stati proposti nuovi criteri di riparto delle risorse FEASR rispetto al quale l’Umbria avrebbe perso circa 40 milioni di euro in 2 anni. La Regione è riuscita ad ottenere un fondo perequativo volto a compensare le perdite subite a seguito dell’applicazione dei nuovi criteri di riparto. Con tale compensazione si è riusciti a riportare la dotazione finanziaria del PSR dal 2,68% al 4% del totale delle risorse da assegnare ai programmi regionali, come storicamente previsto nelle passate programmazioni. In esito a tale compensazione, l’assegnazione complessiva del PSR per il periodo 2014-2022 è passato da 876 milioni di euro ad oltre 1.163 milioni di euro, con un incremento di circa 286 milioni di euro.

Anche per quanto riguarda il Csr, Complemento per lo sviluppo rurale 2023-2027, la rivisitazione dei criteri di riparto prevedeva una perdita di risorse per l’Umbria di circa 70 milioni di euro nel quinquennio 2023-2027. A questo ulteriore tentativo, la Regione Umbria si è fortemente opposta e con il sostegno di altre 5 Regioni si è riusciti a raggiungere un accordo politico, sancito poi in sede di Conferenza Stato-Regioni a giugno 2022, che ha consentito di mantenere per il CSR per l’Umbria 2023-2027 una dotazione finanziaria del 4% della dotazione finanziaria complessiva assegnata ai CSR regionali pari a circa 535 milioni di euro.

Sul fronte dello sviluppo e della modernizzazione del comparto vanno ricordati gli interventi rivolti alle imprese per il rafforzamento della competitività (per le aziende agricole 51,3 mln, agroindustriali 30,5mln), l’impulso dato allo sviluppo delle filiere agroalimentari (olio, noccioli, tartufo e luppolo con oltre 22 mln di contributi), il sostegno per il ricambio generazionale (34 mln), la promozione dei sistemi di qualità regionali (8 distretti del cibo attivati, la costituzione di un marchio regionale di qualità per i prodotti agricoli certificati, azioni di promozione e comunicazione delle eccellenze del territorio incluso il vino). Infine, grande attenzione, soprattutto con i fondi PNRR, anche alla attenuazione del rischio idrogeologico 

La ricostruzione delle aree colpite dal Sisma 2016

Al termine della legislatura 2019-2024, rendere conto dello stato di attuazione del programma di governo e dell’operato dell’amministrazione regionale non è solo un dovere nei confronti dei cittadini, ma anche un’azione di responsabilità e di trasparenza.

Partiti a dicembre 2019 dalla rimozione delle macerie ancora da effettuare, semplificazione ed accelerazione sono state nel quinquennio le parole d’ordine che la Regione Umbria, attraverso l’Ufficio Speciale Ricostruzione (USR), ponendo e imponendo il cambio di passo che si è registrato, nonostante il difficile contesto congiunturale già citato. Fondamentale il lavoro di squadra che la Regione Umbria, insieme all’USR Umbria e alla Struttura del Commissario, ha messo in atto con i Comuni, le Province, le Diocesi e tutti gli attori istituzionali, nonché con la Rete delle Professioni Tecniche, le associazioni e le comunità locali che hanno dato prova di grande dignità, senso di appartenenza e capacità di reagire alle avversità.

La semplificazione e riorganizzazione amministrativa ha permesso il raggiungimento di importanti risultati che hanno consentito a molte alle famiglie e imprese di rientrare elle proprie case e nei luoghi di lavoro originari. Ad oggi in Umbria i cantieri avviati sono stati 3.097 di cui 1.809 già conclusi. Inoltre, a fronte di un totale di 4.784 istanze presentate all’USR Umbria ben 3.141 risultano concesse e 699 rigettate o archiviate. I dati dimostrano che lo stato di attuazione della ricostruzione privata che strettamente compete all’USR Umbria è rappresentato da una percentuale pari all’85% di pratiche evase sul totale delle istanze presentate.

La legislatura 2019-2024 si è caratterizzata anche per un cambio di passo nella ricostruzione pubblica. Sono anche qui i numeri a testimoniare il grande lavoro svolto con 432 interventi attuati dalla Regione (anche attraverso Usr, Comuni e enti locali) ai quali vanno aggiunti 192 gli interventi sui beni culturali attuati tramite le Diocesi e gli Enti Ecclesiastici civilmente riconosciuti.

Una menzione particolare va fatta per il progetto di Castelluccio di Norcia in cui si è attivato un importante intervento di ricostruzione integrata – pubblico e privato insieme – che prevede la realizzazione di una grande piastra di fondazione dotata di isolatori sismici al di sopra della quale ricostruire gli immobili privati e gli spazi pubblici, utilizzando in parte le pietre derivanti dalle demolizioni degli edifici preesistenti al fine di porre in essere un intervento di qualità anche dal punto di vista paesaggistico. Il 4 Maggio sono stati consegnati i lavori al raggruppamento di imprese che si è aggiudicata la gara.

Salvataggio, risanamento e rilancio del comparto Monteluce

Nel corso del 2022 con la conclusione della procedura che ha portato all’attestazione del piano asseverato in conformità alle previsioni di legge, il conseguente investimento di AMPRE srl-Prelios SGR SpA ed il pagamento a saldo e stralcio dei fornitori perlopiù locali effettuato dagli investitori, la Regione ha portato a termine la complessa operazione di salvataggio del Comparto Monteluce del Fondo Immobiliare Umbria.

L’attuale governo regionale, senza alcun apporto di risorse finanziarie pubbliche, è riuscito quindi a coinvolgere nell’intervento, nel rigoroso rispetto delle normative, primari operatori nazionali che, dopo aver rilevato il comparto e liquidato con successo i creditori, ora stanno gestendo la fase di rilancio dell’importante area, già messa in sicurezza e resa idonea ai nuovi lavori di completamento e sarà oggetto di importanti investimenti pubblici e privati già finanziati che porteranno nel 2027 ad un quartiere completamente diverso.

Liquidazione delle Comunità montane

In merito alla liquidazione delle Comunità Montane dell’Umbria, il governo regionale ha impresso una svolta decisiva alla vicenda per il conseguimento dei necessari obiettivi di trasparenza e tutela della finanza e del patrimonio pubblico, creando le condizioni per giungere finalmente alla liquidazione unitaria e alla definitiva chiusura, e risolvere la pesante situazione finanziaria che riguarda la Comunità montana del Trasimeno-Medio Tevere, che presenta un disavanzo enorme rispetto al bacino amministrato ed una situazione amministrativa di difficilissima gestione.

Il continuare questa meritoria attività consentirà nel tempo di risparmiare milioni di euro di finanza pubblica, chiudendo al più presto la liquidazione delle Comunità Montane, e, all’esito, non gravando sui contribuenti dei Comuni delle 4 Comunità Montane che presumibilmente chiuderanno in pareggio grazie all’attività del Commissario e del Governo Regionale ed alleviando il peso dell’enorme disavanzo ereditato che grava sui contribuenti dei Comuni della Comunità montana del Trasimeno-Medio Tevere, avendo già oggi conseguito una significativa diminuzione della massa passiva ed un consistente aumento delle disponibilità dell’attivo.

AST

Dopo l’insediamento del nuovo governo regionale, TK, la proprietà tedesca di AST, prima industria regionale ed importante componente di export e PIL regionale, ha riassettato il proprio gruppo, ritenendo proprio il polo ternano alienabile, ed aprendo così uno dei grandi dossier specifici che l’esecutivo regionale ha dovuto affrontare.

Si è subito aperta una lunga fase di accurate quanto discrete interlocuzioni tra proprietà, governo, esecutivo regionale e player del mercato per individuare una nuova proprietà che rilanciasse una industria strategica per il Paese. Con l’acquisizione di Acciai Speciali Terni da parte di Arvedi (oggi AAST), seguito passo passo anche dalla Regione, si è consolidata la struttura produttiva dell’Umbria in un settore di base fondamentale per l’intera manifattura nazionale. Il piano industriale ed il connesso accordo di programma, ormai in corso di formalizzazione con il governo nazionale, vedono rinnovata la centralità della siderurgia del polo di Terni nelle strategie nazionali con l’Umbria che grazie agli investimenti privati ed al sostegno pubblico consolida il ruolo di asset nazionale dell’acciaio di alta qualità, anche magnetico.

La Regione ha seguito costantemente tutte le lunghe fasi dell’operazione di acquisizione e rilancio partecipando attivamente e giocando un ruolo essenziale nei tavoli dell’accordo di programma per la realizzazione di investimenti oltre un miliardo di euro che traguardano obiettivi produttivi, occupazionali e di sostenibilità ambientale di rilevante impatto grazie ad interventi di riqualificazione ambientale, efficientamento e decarbonizzazione delle linee produttive.

Sanità

L’emergenza sanitaria da Covid-19 da un lato ha messo in luce tutte le criticità e fragilità del sistema sanitario nazionale e locale, dall’altro è stata un’opportunità per rafforzare la collaborazione tra i vari livelli di assistenza sanitaria ospedaliera e territoriale, su cui basare il sistema di domani. Nonostante la gestione dell’emergenza da COVID, l’Amministrazione Regionale non ha infatti abdicato al proprio ruolo di necessaria programmazione di una Sanità Regionale che, nonostante alcune narrazioni, era stata consegnata all’attuale Governo non in grado di affrontare compiutamente le sfide della Sanità territoriale Post Covid.

Per questo si è continuato a garantire l’attuazione degli obiettivi del programma di legislatura e avviare il percorso per la redazione del nuovo Piano Sanitario Regionale che vede tra le principali novità il nuovo sistema di accreditamento istituzionale, l’Assistenza Territoriale, l’istituzione delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, le Centrali Operative Territoriali (COT), la presa in carico del malato cronico, il potenziamento delle cure palliative, la riconfigurazione delle Rete Ospedaliera, con revisione delle reti dei servizi clinici generali e della rete dell’emergenza e urgenza e la realizzazione dell’elisoccorso regionale, l’attuazione del Protocollo d’Intesa con l’Università degli Studi di Perugia e lo sviluppo dell’ecosistema digitale dei servizi per il cittadino.

Inoltre, una situazione di bilancio ereditata strutturalmente in disavanzo, ha obbligato ad intervenite con un Piano di Efficientamento e Riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale grazie al quale il Sistema umbro ha mantenuto una sua sostenibilità fino a ritrovare un equilibrio a livello consolidato con il bilancio 2023. Ciò rende possibile pianificare nuovi investimenti in Sanità Pubblica, deliberati dall’attuale Governo per cifre considerevoli, su tutti i territori.

Per affrontare, infine, una delle problematiche più sentite a livello nazionale, quella dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie pubbliche, è stato messo in campo prima un Piano straordinario che ha permesso il recupero di oltre 80 mila prestazioni in sospeso accumulate nel periodo Covid, e poi un piano strutturale ordinario che ha lo scopo di contenere quanto più possibile le liste di attesa e di smaltire le prestazioni accumulate nell’ultimo anno.

Tra le opere principali di edilizia sanitaria è doveroso ricordare il lungo percorso per la riprogettazione, l’appostamento di risorse, la soluzione del problema accessibilità con nuovi progetti e risorse, il lavoro per il finanziamento INAIL, che sblocca le risorse ex art.20 prima appostate, la successiva attività amministrativa che porterà all’appalto INAIL per il Nuovo Ospedale di Narni Amelia, spoke dell’Ospedale di Terni. E lo stesso Ospedale di Terni che è oggetto di continui miglioramenti infrastrutturali nell’ottica però della realizzazione del Nuovo Ospedale Hub di Terni, punto di riferimento sanitario regionale insieme a Perugia, per il quale si stanno seguendo diverse strade e si sono effettuate le ricognizioni sulle risorse regionali che l’esecutivo può rendere disponibili pari a 116 milioni di euro circa, oltre che delle possibilità tecnico-amministrative-progettuali praticabili (project financing, intero finanziamento pubblico INAIL, mix tra finanziamento INAIL/governativo e regionale).

Inoltre, nel corso della legislatura la Giunta Regionale ha approvato il Documento programmatico per gli investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie con il quale si prevede la realizzazione di n. 52 interventi, per un totale di oltre 70 milioni relativi principalmente al miglioramento sismico delle strutture sanitarie, all’adeguamento antincendio, alla ristrutturazione ed all’ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie.

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