
di GILBERTO SCALABRINI
Foligno, 4 dic. 2025 – Nelle notti più dure di questo inverno, quando il freddo di Dicembre taglia le strade di Foligno come una lama sottile, in piazza San Francesco c’è una luce che resiste più a lungo delle altre. È quella dello studio d’arte di Antonietta Innocenti, un rifugio silenzioso che profuma di colori ad olio e tele in attesa dell’alba. Da qualche settimana, dietro quella porta chiusa fino al mattino non riposano soltanto le opere dell’artista: al caldo dello studio, Antonietta lascia dormire Gigio, un gatto randagio che in zona conoscono tutti. Non accanto a lei, ma solo, al sicuro, mentre l’artista torna a casa e lui affronta nel tepore le notti più gelide dell’anno.
Gigio è uno di quei felini che sembrano appartenere più alla strada che alle case: passo leggero, sguardo attento, il talento naturale di scomparire sotto un’auto per sfuggire al vento. Durante l’anno si arrangia così, cercando riparo tra i cofani ancora tiepidi e i parcheggi silenziosi. Eppure, per gli abitanti del quartiere, non è un’ombra anonima: molti gli portano crocchette o una scatoletta, qualcuno si ferma a chiamarlo per nome, altri gli riservano un cenno come si fa con le vecchie conoscenze.
Una sera, però, Gigio ha trovato una porta diversa dalle altre.
«È arrivato per caso e io l’ho accolto» racconta Antonietta, le mani ancora macchiate di colore.
«Da allora mi fa compagnia. Mentre dipingo, lui si acciambella su un cuscino per ore, ma resta sempre in allerta: basta un rumore improvviso e scatta sull’attenti.»
Per molto tempo, il rituale è rimasto invariato: al termine della giornata di lavoro, Antonietta spegneva le luci, chiudeva lo studio e accompagnava con delicatezza Gigio verso l’uscita. E ogni volta il gatto rispondeva con un miagolio acuto, quasi una protesta. Come a dire che quel piccolo mondo di tele e silenzi aveva imparato a considerarlo un rifugio quasi suo.
«Fino a pochi giorni fa, quando chiudevo lo studio lo mettevo fuori» continua l’artista. «Ma adesso che il freddo è così intenso non me la sono sentita di lasciarlo sulla strada. Così resta qui tutta la notte, e al mattino esce quando torno a lavorare».
Nel silenzio dello studio, Gigio non è solo un ospite. È una presenza discreta, una sentinella che osserva senza disturbare, un frammento di vita che si intreccia con le ore più creative e solitarie dell’artista.
«Per me, che non sono più giovane, è più di una semplice compagnia» conclude Antonietta.
«È un’ombra silenziosa che mi rassicura nei momenti di incertezza».
E così, mentre fuori Foligno affronta un inverno duro e tagliente, dentro quello studio un gatto randagio trova un tepore che non è fatto solo di aria calda, ma di un gesto semplice: offrire riparo a chi non ne ha. In cambio, Gigio restituisce ciò che i gatti sanno donare meglio di chiunque altro – una presenza calma, fedele, capace di riempire il silenzio senza mai pretendere nulla.
(tratto dal Corriere dell’Umbria)
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