
Cuore dell’iniziativa è uno straordinario manufatto dedicato al “Cantico delle Creature”, realizzato con la raffinata tecnica del Punto Assisi. Un’opera che non è soltanto esercizio di abilità artigianale, ma vera e propria narrazione tessile: ogni punto diventa parola, ogni trama restituisce il senso profondo di un testo che ancora oggi parla di armonia e rispetto per il creato. Non a caso, il lavoro è stato valutato di grande spessore, suscitando l’orgoglio della Scuola che lo ha ideato e portato a compimento con passione e rigore.
Intorno a questo fulcro si sviluppa un percorso più ampio, pensato per coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva. Le sale del Monte Frumentario si trasformeranno così in uno spazio vivo, dove il ricamo dialoga con la musica, la parola e la sensibilità contemporanea. A suggellare la chiusura dell’evento sarà infatti un momento artistico affidato a tre giovani talenti di Palazzo di Assisi: Filippo Farinelli al pianoforte, capace di evocare atmosfere intime e profonde; Alice Morosi al flauto, con le sue sonorità leggere e avvolgenti; e la voce intensa e vibrante di Luca Galli, pronta a dare corpo alle emozioni.
Il programma si snoda anche attraverso momenti di incontro e riflessione. Domenica 24 maggio, alle ore 17, spazio a “Il ricamo racconta”, un dialogo aperto con Nicola Freddii e Giulio Alessandretti. Un’occasione per entrare nel cuore di un’arte antica, riscoprirne i significati e comprenderne le evoluzioni, con il pubblico chiamato a partecipare attivamente, tra domande e curiosità.
A seguire, le parole lasceranno spazio alla suggestione letteraria con Maurizio Terzetti, in un passaggio ideale tra il linguaggio del filo e quello della scrittura, entrambi capaci di custodire e tramandare storie.
Gran finale domenica 31 maggio. Alle 16.30 la premiazione del concorso “Un cuscino per Francesco”, iniziativa che ha coinvolto creatività e devozione in un gesto semplice ma carico di significato. Poi, il sipario si chiuderà con un momento conviviale, tra i profumi e i sapori della tradizione: la degustazione dei Mostaccioli di Assisi. Un epilogo che riporta tutto alla terra, alle radici, a quella dimensione quotidiana e autentica che è stata, da sempre, il cuore del messaggio francescano.
Una mostra che non si limita a esporre, ma invita a sentire, a rallentare, a riconnettersi. Perché, in fondo, anche un filo può raccontare una storia. E ad Assisi, quella storia continua.