
Dall’inviato ROBERTO DI MEO
Foligno,31 maggio 2026 – In tanti erano convinti che il Cassero potesse far man bassa con il campionissimo Luca Innocenzi. Invece…
E dopo la sua clamorosa uscita di scena alla prima tornata per aver sbagliato il primo anello, i Crocebianchini erano convinti che il Palio sarebbe tornato dopo sette anni in via Buratoni. Invece…
Invece ha vinto il Contrastanga con Marco Diafaldi, faentino, 39 anni, e i contradaioli gialloblu hanno, con un urlo liberatorio, alzato le braccia e gli occhi al cielo per cercare fra le stelle il volto di Fabio Luccioli, il giovane contradaiolo, direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno scomparso lo scorso anno a 38 anni. E la strana congiunzione astrale ha aggiunto anche una stelletta al Centro di selezione dell’Esercito (è tra le mura del rione) che quest’anno festeggia il trentennale della sua costituzione.

Ecco perché prima della Giostra si è assistito alla sfilata di una formazione della Scuola militare La Nunziatella con banda e Mazziere e una rappresentanza di fanti con la divisa che indossarono i nostri bisnonni nella prima Guerra mondiale.
Il Vescovo

E a proposito di guerra il nuovo vescovo Felice Accrocca nel suo breve saluto ha mostrato tutto il suo stupore e gioia nel vedere la bellezza dei costumi e la destrezza dei cavalieri. E nel sottolineare la concordia che esprime questa manifestazione ha fatto un appello alla pace e alla fratellanza tra i popoli.
Le novità

Da questa edizione ci sono alcune importantissime novità che riguardano la gara e il comportamento dei cavalieri. Dopo la lettura del Bando l’ingresso in Campo dei dieci binomi è cambiato completamente. I cavalieri devono percorrere al galoppo solamente l’anello esterno della pista e compiere due o al massino tre giri. Chi percorre le diagonali viene penalizzato di 50 centesimi di secondo ogni volta. Ovverosia avrà una partenza ad handicap. Il tempo limite per la partenza è fissato in 120 secondi e scatta dall’ingresso in campo del cavaliere. In parole povere c’è stato una adeguamento paragonabile ai concorsi ippici. E già si è visto che il disordine è stato praticamente annullato.
La Gara

In finale, contrariamente a quanto è accaduto nelle precedenti edizioni sono arrivati in otto. E ciò significa che il livello dei cavalieri si è uniformato: i tempi sono stati intorno ai 54 secondi e poco più tranne Luca Innocenzi (Cassero) che pur avendo sbagliato un anello nella prima tornata è sceso a 52 secondi e 62 centesimi. “Ho litigato con la lancia”, ha detto a fine gara. Poi ci sono stati i 53 e qualcosa di Lorenzo Melosso (Croce Bianca), quelli di Alberto Rauco (La Mora): il resto dei cavalieri hanno superato abbondantemente i 54 secondi. Dopo Innocenzi alla prima tornata è uscito Lorenzo Savini del Giotti. Il tutto si è deciso all’ultimo percorso.
Hanno sbagliato gli anelli Mattia Zannori (Ammaniti) Davide Di Marti (Badia), Tommaso Suadoni (Pugilli). Percorso netto invece per Nicholas Lionetti del Morlupo, Tommaso Finestra dello Spada e Marco Diafaldi del Contrastanga. E solo nel finale i favoriti rimasti Adalberto Rauco (La Mora) e Lorenzo Melosso (Croce Bianca) hanno clamorosamente sbagliato regalato la prima vittoria a Marco Diafaldi e il 17mo palio al Contrastanga del priore Carlo Mattioli. Esultanza dunque dei gialloblu e amaro in bocca per i crocebianchini: emblematico il volto smarrito del priore Andrea Ponti con lo sguardo fisso sul campo alla ricerca dell’anello perduto.
(Foto tratte dalla pagina fb del rione Contrastanga)
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