
Dall’inviato GILBERTO SCALABRINI
Montefalco, 23 giugno 2026 – Dopo mesi di attesa, sotto le mura di Montefalco sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza del tratto interessato dal crollo del 6 marzo scorso sopra Largo Bruno Buozzi. Un cantiere strategico che apre la strada al recupero di una delle emergenze più delicate del patrimonio storico cittadino.
Dal 15 giugno gli operai sono al lavoro con la posa dei primi blocchi di controspinta in cemento, con funzione di zavorra, davanti alla cinta muraria. Si tratta della fase iniziale di un intervento complesso che punta a mettere in sicurezza l’area interessata dal cedimento.
«L’opera serve a contenere il materiale sciolto presente a tergo della porzione di muro crollata», spiega il geologo Giorgio Leoni. Successivamente verrà realizzata una struttura di contenimento con tubi in acciaio che sosterrà il tratto rimasto in piedi, ancorandolo a una paratia di micropali da installare lungo la strada sovrastante, in via XX Settembre.
«È stato inoltre installato un sistema di monitoraggio – prosegue Leoni – una alert, che rileva in tempo reale eventuali movimenti delle mura attraverso sensori collegati da remoto. Qualora venissero superate le soglie di sicurezza, il personale addetto riceverà immediatamente una segnalazione»
Il responsabile del progetto è l’ingegner Natale D’Ottavio, mentre la responsabile unica del procedimento è l’ingegner Paola Emili dell’ufficio tecnico comunale.
L’intervento rappresenta il primo tassello di un progetto più ampio di restauro, risanamento e consolidamento delle mura urbiche, approvato dall’amministrazione comunale e finanziato attraverso le risorse previste dall’ordinanza del Commissario straordinario del Governo del 13 dicembre 2022. Il progetto esecutivo, approvato dalla Giunta il 19 maggio scorso, prevede un investimento complessivo di quasi 500 mila euro – per l’esattezza 499.982,16 euro – destinato alla salvaguardia di una porzione strategica del sistema difensivo cittadino, elemento identitario e storico di Montefalco.
Le indagini tecniche hanno inoltre riservato una sorpresa che racconta molto della storia della città. A cedere non sono state le antiche mura medievali, rimaste saldamente al loro posto, ma le strutture ottocentesche costruite quando la scarpata originaria venne modificata per allargare la carreggiata e rendere più agevole il percorso viario. Un dato che sorprende e dimostra come, talvolta, siano proprio le opere più recenti a rivelarsi le più vulnerabili.
Il crollo ha anche riportato alla luce un elemento rimasto nascosto per decenni: un cunicolo sotterraneo sconosciuto ai più. Una scoperta che sta alimentando ulteriori approfondimenti e che potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sia sulla storia del sito sia sulle cause che hanno contribuito al cedimento. Così, mentre il cantiere procede tra interventi di consolidamento e verifiche tecniche, sotto le mura di Montefalco non si lavora soltanto per mettere in sicurezza un monumento, ma anche per riscoprire una parte ancora poco conosciuta della storia cittadina.
L’auspicio è che questo intervento rappresenti il primo passo di un più ampio programma di recupero del’’intera cinta muraria, per la quale sono già previste ulteriori risorse.
(Dal Corriere dell’Umbria)
(24)

