Dal 27 al 30 agosto Hispellum trasforma il borgo in un grande teatro a cielo aperto. Tra Via Sacra, Torri di Properzio, accampamenti, mercato romano, sapori antichi e la spettacolare Disfida delle Bighe, la storia torna protagonista nei luoghi che l’hanno custodita per duemila anni

di GILBERTO SCALABRINI

Perugia, 5 agosto 2026 – C’è un momento, quando il sole comincia a scendere dietro il Subasio e la pietra rosata di Spello si accende di riflessi dorati, in cui sembra quasi di sentire il passo cadenzato delle legioni romane riecheggiare tra vicoli, archi e mura. È il momento in cui il tempo si assottiglia, il presente lascia spazio alla memoria e una delle città romane meglio conservate dell’Umbria torna a raccontare la propria storia.

Il tavolo della conferenza stampa

Dopo la serata inaugurale nella splendida cornice di Villa Fidelia, antico centro federale degli Umbri affacciato su uno dei panorami più suggestivi della valle umbra, Spello si prepara a riaprire le porte del suo passato. Dal 27 al 30 agosto la Splendidissima Colonia Iulia tornerà a vivere con la quindicesima edizione di Hispellum, la grande rievocazione storica dedicata all’antica civitas romana. Il programma è stato presentato ieri nella Sala Fiume di Palazzo Donini, sede della Giunta regionale dell’Umbria.

Per quattro giorni la città riallaccerà i fili della propria memoria, riportando in vita riti, arti, costumi e scene di quotidianità di un’epoca che ha lasciato a Spello un patrimonio archeologico e culturale di straordinario valore. Non sarà una semplice ricostruzione storica, ma un vero viaggio immersivo capace di trasformare il borgo in un teatro a cielo aperto.

«Le novità sono tante e iniziano proprio dal cambio di scenario», ha spiegato il presidente dell’Associazione Hispellum, Sandro Vitali. La rievocazione abbandonerà infatti il versante rivolto verso il Monte Subasio per trasferirsi nel cuore della città romana, tra piazzette, vicoli e monumenti simbolo come le magnifiche Torri di Properzio e Porta Venere, capolavori dell’età augustea. Qui sorgerà un grande villaggio romano con attività didattiche, spettacoli, laboratori e spazi dedicati alla gastronomia antica, dove i visitatori potranno accomodarsi alla tavola dei romani e assaporare ricette ispirate ai testi di Apicio, vivendo un’esperienza che coinvolgerà tutti i sensi.

«Sarà un percorso di grande suggestione – ha aggiunto Vitali – che si affaccerà sull’antica Via Sacra, la strada che collegava la città al santuario, e che quest’anno sarà dedicato al periodo di Costantino il Grande». Un contributo determinante è arrivato dal comitato scientifico e, in particolare, dal presidente onorario Giorgio Bonamente, tra i massimi studiosi mondiali dell’imperatore Costantino e del celebre Rescritto di Hispellum. Proprio la celebre stele marmorea, rinvenuta nel XVIII secolo nell’area di Villa Fidelia e oggi considerata una testimonianza di valore internazionale, sarà al centro del racconto storico che accompagnerà la manifestazione.

Il prof. Bonamente, dall’alto della sua cultura, ha illustrato la storia in modo corretto, efficace, ma anche piacevole. Si è così scoperto che la Villa dei Mosaici  di età imperiale, una delle scoperte archeologiche più straordinarie dell’Umbria, è la struttura museale più visitata in assoluto dell’intera regione.

Tra gli appuntamenti più significativi figura una prima assoluta: giovedì 27 agosto, alle 18.30, si terrà il Concilium Provinciae, la ricostruzione dell’antico consiglio della provincia romana che vedrà coinvolto anche l’attuale Consiglio della Provincia di Perugia, guidato dal presidente Massimiliano Presciutti.

Cambia volto anche uno degli eventi più attesi della manifestazione: la Disfida delle Bighe. Il nuovo format porterà la competizione fuori dalle mura cittadine, nell’area dell’antico anfiteatro romano, in località Osteriaccia, dove nascerà il Circo Hispellum. A contendersi il prezioso stendardo, realizzato quest’anno dal pittore spellano Mauro Manini, saranno i municipia di Spello, Scheggia e Pascelupo, Sassoferrato, Tuoro sul Trasimeno e Matelica, all’interno di scenografie curate nei minimi particolari.

Per celebrare questa edizione sarà inoltre coniata una speciale moneta commemorativa con l’effigie di Costantino. «Un piccolo souvenir – ha annunciato Irene Falcinelli, componente del direttivo di Hispellum – che permetterà ai visitatori di portare con sé un autentico frammento di storia».

L’assessore comunale Rosanna Zaroli, portando anche il saluto del sindaco Moreno Landrini, ha voluto ringraziare i tanti volontari che rendono possibile la manifestazione, sottolineando come Hispellum rappresenti ormai uno degli appuntamenti culturali più significativi per la città, capace di valorizzare un patrimonio archeologico, storico e identitario unico.

La quattro giorni offrirà un susseguirsi di esperienze pensate per ogni età: laboratori immersivi, ludi et circenses, mercati storici, accampamenti militari e gladiatori, spettacoli, dimostrazioni e attività didattiche animeranno continuamente la Civitas.

Giovedì 27 aprirà la Taberna Vinaria di via Due Ponti, mentre da venerdì sera il Cortile Vitale Rosi ospiterà “A cena con Apicio”, un viaggio nei sapori dell’antica Roma attraverso piatti ispirati ai più celebri ricettari imperiali.

Sabato 29 sarà la giornata più intensa: il mercato romano prenderà vita tra botteghe, artigiani e animazioni curate dalle associazioni S.P.Q.R. e Ombrikos, mentre il campo militare e l’accampamento gladiatorio offriranno dimostrazioni continue dal mattino al tramonto. Nel programma anche il laboratorio Latine Ludere e la raffinata rievocazione della “Toeletta di una matrona” nella suggestiva Piazzetta della Loggia. Alle 21.30 il grande Corteo storico partirà dalla Civitas per percorrere la Via Sacra fino al Circo Hispellum, dove andrà in scena la spettacolare Disfida delle Bighe.

Domenica 30 agosto la città continuerà a vivere tra mercati, spettacoli gladiatori e punti ristoro, fino al momento più intenso e simbolico della manifestazione. Saranno infatti le antiche Torri di Properzio, illuminate dalla luce della sera, a fare da cornice al rito propiziatorio conclusivo, un gesto carico di significato che spegnerà le ultime fiaccole della festa e riconsegnerà Spello al suo tempo, lasciando però la sensazione che, per quattro giorni, la storia non sia stata semplicemente raccontata, ma vissuta.

 

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