
Spoleto, 18 nov. 2025 – C’è un momento, sulla Flaminia, in cui tutto si ferma. Un attimo sospeso, un gesto improvviso, e la vita di Nevila Toma – 47 anni, fragile e seguita dai servizi di salute mentale – si spezza sull’asfalto di una strada che ogni giorno attraversano migliaia di persone ignare.
Era il 14 novembre quando Nevila è caduta dal pulmino in corsa che la stava riportando verso casa: un volo improvviso, il portellone che si apre, l’urgenza dei soccorsi e poi la corsa disperata in ospedale. Poche ore dopo, nella notte tra il 14 e il 15, Nevila non c’era già più.
Sono due gli operatori sociali ora indagati per quella morte che ha sconvolto la comunità e aperto interrogativi dolorosi. La Procura di Spoleto procede al momento per omicidio stradale, ma non esclude che l’accusa possa trasformarsi in omicidio colposo con il progredire delle indagini.
Secondo i primi accertamenti della polizia stradale, intervenuta tra Trevi e Campello sul Clitunno, sarebbe stata la stessa donna ad aprire il portellone del mezzo in movimento, cadendo in carreggiata e riportando un’emorragia cerebrale e altre lesioni fatali.
L’autopsia, eseguita il 17 novembre dal medico legale incaricato, Luca Tomassini, ha confermato il quadro clinico già emerso nell’immediatezza dell’incidente. La salma è stata poi restituita ai familiari, chiamati ora a fare i conti con un dolore improvviso e senza risposte.
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